Istruzioni per l’uso

3 03 2009

Il progetto “Genere&Differenza: istruzioni per l’uso!”  è un progetto di educazione al genere realizzato presso il Liceo M. Minghetti di Bologna e finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto ha l’ambizioso obiettivo di promuovere una cultura di genere capace di valorizzare le differenze tra il maschile e il femminile rivolgendosi a tutti gli attori e le attrici del mondo scolastico – studenti, studentesse e docenti.

Se da un lato, infatti, ragazze e ragazzi crescono seguendo modelli che limitano la possibilità d’immaginare se stesse/i e i propri percorsi diversamente da quanto suggerito dagli stereotipi di genere, dall’altro gli/le insegnanti sperimentano una duplice condizione fatta di lontananza e rifiuto di interpretare il proprio compito educativo in relazione alle tematiche di genere, ma anche di isolamento rispetto alla necessità di essere formati ad una pedagogia delle differenze.

La metodologia condivisa in tutte le attività del progetto sarà quella di coniugare sempre il piano esperienziale e soggettivo di riflessione sull’identità di genere di tutti i soggetti coinvolti con una riflessione più ampia e generale  sulla costruzione sociale e culturale dei ruoli, delle disuguaglianze e delle risorse di genere.

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Convegno: L’educazione di genere

18 09 2009

L’educazione di genere: teorie e sperimentazioni didattiche nella scuola superiore

martedì 29 settembre 2009
ore 9.00-13.30
Aula Magna del Chiostro di Santa Cristina
Via del Piombo 5 – Bologna

Martedì 29 settembre si svolgerà presso l’Aula Magna del Chiostro di Santa Cristina a Bologna il convegno L’educazione di genere: teorie e sperimentazioni didattiche nella scuola superiore, organizzato dal Liceo classico M. Minghetti e dall’Associazione “Il progetto Alice” in collaborazione con l’Associazione Orlando e la Biblioteca Italiana delle Donne.
Il convegno rappresenta l’esito del progetto “Genere&Differenza: istruzioni per l’uso!”, realizzato presso il Liceo Minghetti di Bologna nel corso dell’anno scolastico 2008-2009 con l’ambizioso obiettivo di promuovere una cultura di genere capace di valorizzare le differenze tra il maschile e il femminile rivolgendosi a tutti gli attori e le attrici del mondo scolastico.

Attraverso la voce di docenti, studenti, studentesse e formatrici che hanno partecipato al progetto, il convegno presenterà le esperienze svolte in ambito curriculare e laboratoriale e offrirà spunti di riflessione e confronto sui presupposti teorici, gli strumenti, le pratiche didattiche di una pedagogia delle differenze.

Programma
ore 9.00-13.30

Saluti istituzionali:
Prof. Fabio Gambetti e Dott.ssa Ivana Summa – Liceo classico Minghetti
Il Progetto Alice
Associazione Orlando
Simona Lembi – Assessora Istruzione del Comune di Bologna

Proiezione del Video “Questioni di genere” seguito da interventi degli studenti/esse del liceo Minghetti

“Riflessioni sull’educazione di genere”:
Annalisa Tugnoli – docente Liceo Minghetti
Associazione Il progetto Alice
Silvia Leonelli – docente Dipartimento di Scienze dell’Educazione

La partecipazione è gratuita.
Per informazioni:
Associazione Il Progetto Alice
ilprogettoalice@women.it – cell.349.7734447
Liceo classico Marco Minghetti
Via Nazario Sauro 18, Bologna –  tel. 051.2757511 – fax 051.230145





Un confronto con Adriana Cavarero

4 06 2009

Seconda puntata del programma di filosofia, questa volta ci siamo concentrati/e sulla filosofia antica attraverso una riflessione sul ruolo e la concezione della figura femminile nella filosofia delle origini, presocratica e platonica, partendo dal testo di Adriana Cavarero, Nonostante Platone, Editori Riuniti.

Ecco i lavori di studenti e studentesse:

Cavarero Bilotta

Demetra Selleri

Diotima Costa

Diotima Prifti

Diotima Riguzzi

Penelope Quaglia

Penelope Solinas





Donne filosofe, politica e biografia.

13 05 2009

Hannah Arendt e Simone Weil
Donne filosofe, politica e biografia.

In questa unità didattica in seconda liceo sono stati presentati i percorsi biografici e politici di Arendt e Weil, a integrazione e supporto delle grandi linee del loro pensiero filosofico. Si è avviata con la classe una riflessione su quanto importante sia il nesso fra biografia e opera filosofica in genere, e nel genere femminile in particolare.

Ci si è poi interrogati su quanto l’appartenenza di genere possa avere condizionato o influenzato la scrittura e la problematica filosofica e politica di due donne che non si professavano femministe, né vengono considerate tali. In conclusione dell’unità didattica è stato chiesto a studentesse e studenti di leggere due brevi testi (Arendt, Ebraismo e modernità – Weil, Riflessioni sulle cause della libertà) e di schedarli, argomentando sul nesso genere/scrittura.

Arendt – Andalò

Arendt – Casarini

Arendt – Cinti

Arendt – Spatari

Arendt – Vanelli

Arendt -Monti

Weil – Cavedoni

Weil – Centazzo

Weil – Larcher

Weil – Manaresi

Weil – Marini

Weil – Montanari

Weil – Todeschini





Genere e Storia: la visione femminile

13 05 2009

La visione del femminile fra medioevo e modernità
In questa unità didattica organizzata con la prima è stato chiesto a studentesse e studenti di dividersi in alcuni gruppi e di realizzare una ricerca sul ruolo e l’immagine della donna fra il Medioevo e l’inizio dell’età moderna.

Sono state individuate alcune tipologie da approfondire, in particolare la costruzione dell’immagine delle streghe e i loro processi; il ruolo della donna relativamente ai processi religiosi (in particolare Giovanna d’Arco in Francia e il movimento delle Beghine soprattutto nelle Fiandre). Studentesse e studenti hanno organizzato a casa, in gruppo il lavoro, e ogni gruppo ha poi presentato quanto elaborato al resto della classe, con la quale è stato discusso.

RICERCA BEGHINE versione completa (2)

giovannad’arco

presentazione di giovanna d’arco

La caccia alle streghe

Stregoneria e Devianza





Per una pedagogia di genere: spunti metodologici

12 05 2009

Per una pedagogia di genere: spunti metodologici

Lavorando sul genere è necessario sforzarsi di prendere in considerazione 4 elementi:

1) Il piano del SAPERE: fornire una preparazione multidisciplinare sul genere;
2) Il piano del SAPERE FARE: sviluppare competenze comunicative e relazionali;
3) Il piano dell’ESSERE: indirizzato ad una maggiore conoscenza del sé, dei propri valori, dei condizionamenti culturali, dei propri vissuti e delle proprie aspettative.
4) L’APPARTENENZA DI GENERE DELL’INSEGNATE: è importante un’analisi dei valori, atteggiamenti, stereotipi rispetto al genere dell’insegnate stesso, che non può venire considerata materia di studio. E’ infatti l’insegnante, con il suo modo di comunicare attraverso lo sguardo, il tono di voce, un silenzio, che ha il potere di trasmette messaggi che vanno al di là delle parole. E’ opportuno che ogni insegnante possa compiere questa rielaborazione personale, rispetto a come affrontare con le ragazze e ragazzi questo tema. (Sicuramente non è un approccio comodo e facile, perché è privo di sicurezze e di modelli preordinati, ma ci sembra uno dei modi possibili per promuovere la crescita delle/gli adolescenti/e).

Occorre dare spazio alle parole, ai desideri, alle storie di vita. Questo è maggiormente favorito passando da un setting rigido ad uno più flessibile.

Qui, trovate alcuni strumenti metodologici utili a ripensare il setting d’aula:

Metodologia_Genere





Per una pedagogia di genere: appunti teorici

12 05 2009

Prendere in considerazione il GENERE. Perchè?

1) Il genere è prima di tutto una categoria per la comprensione dell’identità umana, ovvero una “categoria dell’esperienza”. L’identità di genere maschile e femminile è infatti trasversale e precede le altre dimensioni storico-sociali dell’esistenza degli individui. Il genere (maschile e femminile) non equivale al sesso (uomo e donna, intesi come biologicamente determinati). Dunque tra corpo e genere c’è una  relazione non necessaria, ma socialmente costruita (un esempio interessante: la riflessione di  V. Woolf sull’androginia dell’artista: per scrivere è necessario fare appello alle facoltà maschili e femminili, indipendentemente dal sesso biologico di chi scrive).

2) Il genere è anche una “categoria di analisi” dei processi storici e culturali. Questo perché l’identità di genere è a sua volta un processo storico.
A) Ogni epoca  definisce una identità di genere appropriata al suo contesto e questa muta nel tempo (per esempio: il genere maschile/femminile in epoca greca si struttura e fa riferimento a valori differenti rispetto a quelli della contemporaneità).
B) All’interno di un determinato contesto culturale l’identità di genere si articola secondo posizioni di potere, rapporti di forza, determinazioni sociali (per esempio: lo studio della figura della donna in epoca romana non può prescindere dalla riflessione sulla suddivisione in classi sociali di questa cultura).

3) L’identità di genere è a sua volta una determinazione spaziale.
A) Prendere in considerazione il genere significa anche rendersi conto di come culture diverse, ma coeve, costruiscano differenti ideali di femminilità e maschilità (per esempio: attraverso lo studio della letteratura, è infatti possibile evincere come le concezioni del genere nell’Inghilterra tardo-Vittoriana e nell’Italia Unita presentino profonde differenze).

4) Come si lavora sull’identità di genere?
A) La De-costruzione
−    Il genere è quindi un elemento normativo sia sul piano universale che individuale e necessita di un processo di de-costruzione. Ad esempio attraverso l’analisi della rappresentazione iconografica/linguistica/letteraria del maschile e femminile al fine di fare emergere luoghi comuni, stereotipi, temi ricorrenti, ma anche scarti, figure eccentriche, ecc.
−    Avviare un processo di de-costruzione significa anche riconoscere quando e dove dietro l’apparente neutralità del sapere si celi invece la volontà di nascondere conoscenze situate tradizionalmente legate alla femminilità. Ad esempio la rimozione e distorsione della riflessione sul corpo nella tradizione filosofica occidentale.
B) La Trasformazione
−    Il genere e i ruoli di genere sono anche trasformabili. Appunto perché i generi sono ereditati dal passato e storicamente e spazialmente determinati, è opportuno che passi l’idea che siano anche trasformabili nel presente per il futuro. L’apprendere la propria appartenenza all’uno o all’altro genere significa anche capire che si può cambiare, che il proprio destino di donna o uomo ha sì radici profonde, riconoscibili in una storia sociale e culturale che nel tempo ha reso i due generi quali sono, ma ruoli, culture e scelte individuali e collettive, questa stessa storia dimostra – soprattutto la più vicina – che mutano e si possono mutare, se ne può essere protagonisti e protagoniste.
−    Il genere non come un destino, ma come un desiderio. Il genere diviene allora la risorsa fondante il progetto di vita: insegna che si è chi si è anche per  la lunga storia di donne e uomini che ci hanno preceduto, ma insegna anche che i destini possono mutare, che si può essere soggetti attivi del proprio progetto, che l’essere donne e uomini non è solo un destino, ma una vocazione e un desiderio, che diviene e sviluppa realtà per tutta la vita.





Genere&Scienza!

6 05 2009

I nobel negati e Rosalind Franklin,  la donna che scopri’ la struttura del DNA.

Questi sono i due argomenti che abbiamo affrontato in scienze cercando di interrogarci sul carattere gender della scienza sia nella ricerca in senso stretto che come ambiente lavorativo.

Siamo partiti dalla lettura di questi testi:

•    Brenda Maddox, Rosalind Franklin. La donna che scoprì la struttura del DNA, Mondadori, 2004 (tr.it di Cristina Serra, Rosalind Franklin.The Dark Lady of DNA, 2002)
•     J.D. Watson, ‘The double helix’, Atheneum, 1968

E poi abbiamo utilizzato la metodologia del brainstorming, ponendoci alcune domande:

Chi e’ uno/a scienziato/a ?
Che cosa significa per te oggi dedicarsi ad una carriera scientifica?
Pensi che le difficolta’possano essere le stesse per uomini e donne?
Quali possono essere i punti di forza per una donna ricercatrice, ma anche le difficolta’?
Quali possono essere i punti di forza per un uomo ricercatore,  ma anche le difficolta’?

Qui potete trovare le nostre prime risposte…

scienze_genere